venerdì 21 ottobre 2016

Recensione: " TRUMPED. Distopie prossime venture "



IL MURO DEL FATO di Luigi Pellini
Un'umanità sbandata si abbandona alla violenza in attesa di Trump (non il Donald, non dico di più per non rovinare l'effetto sorpresa). Stile ricercato e ruvido al tempo stesso. Molto efficaci alcune metafore e similitudini, eccessive e fuori luogo altre: l'abuso rischia di disturbare la lettura ed annullare la tensione narrativa. Un buon racconto a cui però avrebbe giovato un lavoro di rifinitura.

GESTIONE DEL DISSENSO di Rubrus
Un manipolo di eletti forgia la volontà del popolo (del web), che si tratti di Trump o di batteri plasticofagi. Breve ma brillante, dalla dizione sincopata e frenetica come la realtà che racconta. Punteggiatura da sistemare in qualche periodo.

MISS AMERICA di Luigi Lo Forti
Un agente della sicurezza di origini messicane è chiamato a scegliere tra il bene del Presidente e quello della nazione. Idea semplice ma buona, la narrazione si regge perlopiù sulla conversazione tra i due protagonisti. Riuscitissimo il finale sospeso.

AMALABOMBA di Marco Donna
Per scongiurare l'avanzata dell'opposizione filoislamica, Trump, presidente di un paese allo stremo, decide di ricorrere all'arma finale. Uno dei miei preferiti, stilisticamente pulito e ricco di accenti satirici e grotteschi oltre che di vari riferimenti intertestuali. Assolutamente credibile l'idioletto di Trump.

UN CASO D'OMONIMIA di Cristina Falzolgher
Mentre la Cina e i nuovi sfavillanti Stati Uniti post-Trump si spartiscono il mondo, Matteo, un immigrato italiano, si prepara a un estenuante colloquio. Scrittura elegante che mescola formalità e quotidiano. Ho apprezzato l'idea di guardare agli USA in un'ottica 'italiana' e di parlare (anche) del nostro paese.

IN CERTI CASI È MEGLIO ESSERE ATEI di Valentino Peyrano
Un'alleanza inedita con la Russia getta un'ombra sul mondo intero, ma il castigo divino non è un concetto esclusivamente cristiano. Molti spunti interessanti per una carrellata di presagi. Qualche errore ortografico da correggere.

EL MURO di Davide Schito
Un passaggio segreto è l'ultima speranza di due fratelli messicani. Cosa potrebbe andare storto? Tutto. Forse il racconto che più si concentra sulle conseguenze di un'eventuale vittoria trumpiana coniugando orrore e normalità. Scrittura priva di sbavature ed efficace, anche se forse qualche dialogo poteva essere asciugato.

COSA SI ASPETTAVANO QUESTI GENI? di Fabio Fracas
Una giornalista ex-soldatessa e la cronaca del fallimento del progetto trumpiano di separare uomini e donne nelle Forze Armate. Accattivanti la resa dei siparietti e la rappresentazione del febbrile mondo giornalistico statunitense. Tanti colpi di scena e non poca inquietudine. Peccato per quell'irritante virgola posta troppe volte tra soggetto e verbo.

TRUMPLAND di Claudio Bovino
Trump ha vinto le elezioni, ma è solo una Stonatura nella tempo-sfera che il Primo Accordatore dovrà sistemare. Creativo e frizzante sia nel lessico che nella trama, con elementi più propriamente sci-fi/fantasy rispetto ai racconti precedenti. Invenzione non poco suggestiva la DTPD. Molto bello anche il finale.

TU LO CONOSCI TRUMP? di Luigi Pellini
Cinque personaggi aspettano di poter parlare con Trump all'American Dream Hotel (nomen omen!). Un po' stephenkingiano, combina in maniera eccezionale ironia e dramma e si legge davvero con gusto. Rispetto all'altro racconto dello stesso autore, dove pure una serie di interrogativi venivano ripetuti per creare una certa coesione narrativa, mi pare che qui la ripetizione della domanda funzioni molto meglio. Difetto comune l'eccessivo ricorso a metafore (non quelle della trama): se alcune risultano poetiche, altre mi lasciano perplesso.

LA TERRA DEI LIBERI di Luigi Lo Forti
Accoppare Trump perché altro modo non c'è. Praticamente una riscrittura/rielaborazione dell'altro suo racconto: la donna misteriosa è accompagnata dagli stessi profumi di Miss America più su, è lo stesso personaggio. Lui è diverso, ma anche molto simile. Anche qui finale sospeso, ma le intenzioni sono ben più chiare.

Giudizio complessivo
Encomiabili e curiosi alcuni racconti, buoni ma con meno verve altri. Non ci sono strafalcioni, ma personalmente avrei apprezzato una cura maggiore nell'editing.

Voto: 3,5 /5

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