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venerdì 13 settembre 2024

Un'altra poesia di Donatella Maino

 


**Tutti i diritti sul testo presentato sono e restano dell’autrice. ** psit


Cartoon


Geometrie di cuore in chimica:

parallelepipedi senza volto

svuotano gli umori in totemici orinali.

Aggiungo due cilindri a braccio

una sfera in massa cranica

con linee che si incontrano

verso mille punti di fuga.

Le mani artigliano il lenzuolo

il respiro è vapore metallico

ceneri d'altari dentro perle cave

formano collane funerarie

come il sapore delle cose ripetute.

 

Donatella Maino 

  

***

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lunedì 12 giugno 2023

Una poesia di Donatella Maino


 

** Tutti i diritti sul testo presentato sono e restano dell’autrice. ** psit

 

Offertorio


S'eleva ad offertorio

il sole d'alba,

s'insinua nella bocca,

apre la gola a liturgie segrete,

un elogio alla negazione:

un gioco inquietante di volti

mangiati dalla notte, colpiti alle spalle

dalla mia disperata voglia di salvarli.

Muoio ogni giorno su navate incompiute

prendendo la forma di un libro profanato.

 

Donatella Maino 

 


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venerdì 10 aprile 2020

La mia poesia "Dubh Linn" nell'antologia "Il Viaggio"


“ Il Viaggio nasce da un'attenta selezione di opere di autori contemporanei ed è frutto di esperienze ed emozioni singolari e fortemente private. La necessità di intraprendere un percorso itinerante porta gli autori alla ricerca di nuove forme di sentimento che rendono questa raccolta l'esempio delle innumerevoli interpretazioni che l'animo umano può regalare all'esperienza del viaggio.  

La raccolta contiene la mia poesia “Dubh Linn”apsv


venerdì 4 ottobre 2019

Chiusura selezioni "Stanza Svelata"

Si avvicina la chiusura delle selezioni per il concorso poetico "Stanza Svelata". Sarà ancora possibile inviare le proprie opere fino alle 24:00 del giorno 11 ottobre 2019. Non saranno considerate le poesie che perverranno oltre il termine indicato. Come specificato nel bando, nei mesi successivi alla scadenza dei termini per l'invio, saranno contattati via e-mail esclusivamente i vincitori e i selezionati. Per informazioni su come partecipare e sulle modalità di invio consultare il bando disponibile qui.
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato e che parteciperanno!

venerdì 14 settembre 2018

CONCORSO LETTERARIO "STANZA SVELATA" - 1° EDIZIONE



BANDO DEL CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE 
“STANZA SVELATA” PER POESIE INEDITE

“Leisure Spot” (http://leisurespotblog.blogspot.com/), blog bilingue a cura di Maurizio Brancaleoni, indice il concorso letterario nazionale “Stanza Svelata” per poesie inedite in lingua italiana.

REGOLAMENTO

Art. 1 Modalità di partecipazione
Il concorso si rivolge a tutti i cittadini di nazionalità italiana che abbiano compiuto il 18° anno di età entro la data del 1° settembre 2018. Sono ammesse esclusivamente poesie inedite in lingua italiana. Il tema è libero (“stanza” è da intendere come “strofa”) e non sono previsti limiti di lunghezza. Per “inedite” si intende mai pubblicate né in forma cartacea né in formato elettronico o comparse in altra forma sul web.

Art. 2 Invio del materiale
La partecipazione è gratuita. Ogni autore può partecipare con massimo tre poesie da inviare insieme ai dati personali (nome, cognome, data di nascita, e-mail, numero di telefono, eventuale sito web/blog) in un unico file in formato doc, odt o docx all’indirizzo e-mail mbmbrancaleoni@gmail.com. A tutti i partecipanti sarà data conferma di ricezione entro una settimana al massimo. La scadenza per l’invio del materiale sarà annunciata una settimana prima sul blog “Leisure Spot” al raggiungimento di un numero sufficiente di opere ritenute meritevoli di pubblicazione.

Art. 3 Notifica selezione e premi
A tutti gli autori le cui opere saranno selezionate sarà inviata notifica via e-mail. Le opere scelte saranno incluse in un’antologia poetica. I primi tre classificati avranno altresì l’opportunità di essere intervistati via e-mail per “Leisure Spot” nei mesi successivi alla pubblicazione dell’antologia. Una poesia del primo classificato sarà inoltre tradotta in inglese e sarà pubblicata su “Leisure Spot” sia in originale che in traduzione.

Art. 4 Cessione dei diritti
Accettando di partecipare al concorso, gli autori garantiscono che le opere presentate sono originali. “Leisure Spot” non si assume alcuna responsabilità per eventuali plagi o utilizzazioni illecite. Gli autori concedono inoltre il diritto di pubblicare le opere in un’antologia nel caso in cui le loro opere siano selezionate. Gli autori acconsentono altresì fin da ora alla pubblicazione su “Leisure Spot” di una delle poesie con cui hanno partecipato nonché alla sua traduzione in inglese in caso di vittoria del primo premio. I diritti delle singole opere restano comunque di proprietà dei singoli autori.

Art. 5 Pubblicazione dell’antologia
L’antologia poetica, in formato elettronico, sarà scaricabile gratuitamente su “Leisure Spot”. In seguito l’ebook sarà anche acquistabile sul sito “Lulu” (https://www.lulu.com/it). Se dovesse esserci un numero di richieste sufficienti in tal senso, si valuterà anche la pubblicazione in formato cartaceo tramite “Lulu”.

Art. 6 Tutela dei dati personali
Ai sensi del D.Lgs. 196/2003 i partecipanti acconsentono al trattamento e alla diffusione dei dati personali per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. Nel rispetto del Regolamento UE n. 679/2016 e per riflettere le modifiche a seguito dell'entrata in vigore del GDPR del 25 maggio 2018, gli indirizzi di posta elettronica dei partecipanti saranno conservati in modo sicuro e saranno utilizzati esclusivamente per inviare informative sul concorso ed altre attività legate a “Leisure Spot” e in nessun caso i dati saranno ceduti a terzi. Per qualsiasi altra informazione scrivere a mbmbrancaleoni@gmail.com.


sabato 1 settembre 2018

Iginio Ugo Tarchetti - Disjecta (eBook gratuito)



"Quando bacio il tuo labbro profumato,/ Cara fanciulla, non posso obbliare/ Che un bianco teschio vi è sotto celato." Questi tre versi sembrano riassumere perfettamente la natura eternamente dualistica della poesia di Tarchetti, sempre in bilico tra l'amore idealistico e la consapevolezza di come la morte alteri e distrugga. Questo e-book ripropone l'edizione Zanichelli del 1879 con la prefazione di Domenico Milelli e si divide in due sezioni: le poesie propriamente dette e una serie di brevi composizioni poetiche in prosa raccolte sotto il titolo 'Canti del cuore' che lo stesso Tarchetti, pur schermendosi, definisce "una forma quasi nuova di letteratura".

*Prima edizione elettronica: settembre 2018
*Foto di copertina e layout della copertina per i 
formati ePub e Mobi: Tomasz Kowaluk-Łukasiewicz 
                                                        (Sito ufficiale: http://www.pjes.eu

Scarica l’ebook gratuito:

 


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mercoledì 17 giugno 2015

La mia poesia "Medea" sulla rivista "Pi Greco"

 
Il mio dialogo a quattro voci "Medea" è stato incluso nel numero di Giugno di π (Pi Greco), «aperiodico di conversazioni poetiche» a cura di Federico Federici. apsv

                             Leggi l'ultimo numero di "Pi Greco"





sabato 29 novembre 2014

Intervista a Pietro Roversi


Ciao Pietro,
grazie per aver accettato l'intervista. Che ne dici di iniziare parlandoci un po' di te e del tuo lavoro?
Grazie a te dell'opportunità! Un ascolto non va mai dato per scontato e cercherò di meritare l’attenzione accordatami. 
Faccio ricerca medica, più precisamente faccio il biologo strutturale, e anzi, a voler dare più dettaglio ancora, faccio il cristallografo di proteine. Se quindi qualcuno ha una proteina di cui vorrebbe conoscere la forma 3D può venire da me, si faccia sotto e io provo a risolvergliela. E speriamo che non mi ci vogliano 8 anni, come mi successe nel 2003-2010 con la struttura del Fattore I del complemento umano! 
In breve, parto dal gene che codifica per la proteina, lo metto dentro delle cellule che leggendo il gene producono la proteina, la isolo e ci faccio un cristallo. Questo cristallo funziona un po’ come una lente di ingrandimento dato che le proteine anche se sono molecule grandi rimangono pur sempre impossibii da osservare al microscopio ottico (hanno dimensioni attorno al milionesimo di millimetro). Per “vedere” la proteina, mando i raggi X sul cristallo e con le immagini che registro su un rivelatore , ricostruisco la struttura del cristallo e quindi della proteina. Vedendo questo modello in 3D si capiscono molte cose circa la funzione della proteina e per esempio si possono inventare molecule che ne alterino il funzionamento, e magari diventare medicine.


Quando hai cominciato a scrivere poesie? Quali erano i tuoi autori preferiti allora? Come è cambiato nel tempo il tuo approccio alla poesia?

Ho iniziato a scrivere poesie al liceo (alcune in latino, per via del Certamen Catullianum, un concorso di scrittura in latino che si tiene ogni anno a Lazise). Da piccolo amavo Gianni Rodari, le sue filastrocche, i suoi temi bonariamente sovversivi e le sue rime forzate e bislacche. Mia madre citava a memoria da poeti studiati da lei a scuola, alcuni dei quali oggi farebbero rabbrividire molti: Ada Negri, Marino Moretti, Diego Valeri e poi naturalmente Pascoli e Leopardi. Crescendo, leggevo tutto quello che mi capitava tra le mani (ho sempre divorato le antologie scolastiche). Una predilezione per certa poesia che non si prende troppo sul serio mi rimaneva: Cardarelli, Gozzano, Palazzeschi, etc. Ho letto Dante come tutti a scuola, un po’ con l’imbuto e un po’ col cucchiaino. Mi piacevano soprattutto Ariosto (mi ricordo ancora di quando comprai I due volume dell’Orlando Furioso e lo lessi un’estate e mi fece una grande impressione, per la levità, la fantasia, l’invenzione) e Montale, di cui ebbi in regalo il Meridiano Mondadori, e rimane per me una lezione di pulizia e di rilevanza somma. 
Vorrei avere la cultura di Antonio Bux al riguardo, e cerco di colmare le mie lacune, ma di contemporaneo conosco bene e amo soprattutto Cristina Annino e Giuseppe Caracausi. Alcuni testi di Antonio Bux e Giampaolo de Pietro hanno anche quelli una grande forza per me e li rileggo volentieri. Ritorno sempre anche sui miei poeti inglesi americani preferiti (Emily Dickinson, Wallace Stevens, Marianne Moore). Col tempo ho capito che la maggior parte della poesia non mi piace (per dirla con Cristina Annino: “L’intimo non mi va, e il lirico / mi spaventa.”) ma il poco che amo vale tutto il tempo passato a leggere cose meno buone nel tentativo di trovarlo. La poesia per me insomma è il proverbiale letame con la gemma dentro.


Quante lingue conosci? Cosa ti piace di ognuna di queste lingue? In quale modo la lingua influenza la tua poesia?

La poesia buona per me deve essere contemporanea, nel senso di aderire al parlato corrente (con buona pace di avanguardie e classicisti); e l’impatto con le lingue straniere è una sorgente importante dei cambiamenti di una lingua. 
Dopo 20 anni passati all’estero, rispondendo a questa domanda sulle lingue straniere, spendo però innanzitutto qualche parola sulla nostra. L’Italiano ha dentro una storia che comprendo bene, da quella dei miei genitori e dei miei nonni, giù giù nei secoli fino alle sorgenti del latino: per questo è importante per me. Non sopporto però quello che io chiamo l’italiano da tema scolastico, con tutte quelle subordinate che offuscano; la scrittura giornalistica italiana sciatta che mescola pochi fatti e molte opinioni; il burocratichese; e soprattutto il sermone e il discorso cattolico, un vero veleno distillato di anti-senso e sussiego, un uso atroce della lingua, che in un colpo solo non comunica nulla di sensato e non lascia spazio a nient’altro di vero. Poco dell’Italiano che sento parlare in TV vale. Alcuni di questi orrori esistono anche in traduzione ma gli aspetti deteriori delle lingue straniere non ci frustrano mai quanto quelli della nostra. 
Leggo, ascolto, parlo e amo più di tutto l’inglese, per il suo lessico sterminato (circa sei volte più ampio dell’italiano) che consente un’accuratezza estrema, quando la si voglia; e per l’assenza quasi assoluta del genere, il che permette di essere assai ambigui, quando lo si voglia. Esempio: “My friend is visiting from Italy. They arrived last night and they’ll stay until Monday.” dove l’assenza di maschile/femminile e l’uso estremo del pronome plurale per riferirsi a un nome singolare, lasciano in ombra il sesso di questo amico/a in visita. L’inglese insomma è una lingua in cui chi parla può dire quello che vuole come vuole, senza cozzare contro troppa restrizione grammaticale o sintattica. L’inglese è una lingua in cui chi parla ha potere quasi assoluto su quel che dice. Del francese, che leggo senza grossi problemi ma parlo assai male, amo i suoni, così sofisticati e irriproducibili per me. Lo spagnolo infine lo amo in maniera viscerale, perché ha la familiarità dell’Italiano, eppure mi sorprende costantemente. Un po’ come l’emozione enorme che ci darebbe la scoperta di una vita che non è stata la nostra ma poteva chiaramente esserlo. Lo trovo anche di un’eleganza commovente, ancora una volta per via che mi ricorda un Italiano altro, forse ottocentesco, magari futuro.

Ci racconti un po' delle tue esperienze di pubblicazione cartacea e su Internet? Dove pubblichi le tue poesie? Sei in contatto con delle realtà virtuali stimolanti? 
 
Mauro Ferrari mi propose di pubblicare il primo libro, uscito con lui a Puntoacapo nel 2010. Fu un’occasione di cui gli sono grato e che non mi lasciai sfuggire, ma da allora ho deciso che non voglio più contribuire alle spese del libro pur di pubblicare. Piuttosto mi tengo il manoscritto per me: in venticinque anni di scrittura, contro i due libri pubblicati, ne ho cinque completi ancora nel cassetto. Voglio un editore che prenda il rischio e investa in un libro, anche perché è una garanzia che si darà da fare per
promuoverne la diffusione. In tal senso, quest’anno ho avuto la splendida fortuna di incappare in Piera Mattei a Gattomerlino Superstripes, che non mi ha chiesto un centesimo e ha prodotto un librino di veste grafica impeccabile colle mie poesie del 2012-2013. Quanto a Internet, metto i miei testi su Facebook per i miei amici, e mettevo tutto quello che scrivevo (salvo poi cancellare I testi che uscivano in libro) su http://www.scrivere.it, ma hanno iniziato a censurarmi pesantemente, ed è un peccato.


Nei tuoi componimenti, la lingua è scientifica, precisa, si vuole oggettiva mentre sviscera l'umano e la sua fallibilità. La direzione del discorso è data dal gioco di parole arguto basato sulle combinazioni lessicali, sulle assonanze, sulle vicinanze semantiche (inevitabile l'accostamento al wit dei poeti metafisici inglesi.) Spesso questa svolta semantico-argomentativa è realizzata nell'enjambement.
Un altro aspetto che mi preme è la corporeità, la descrizione puntigliosa dei gesti, in breve, l'immagine concreta che realizza l'immaterialità poetica (una contraddizione in termini!) Di solito come nascono le tue poesie e quanto ti richiede il lavoro di limatura?

Hai ragione a dire che i miei testi sono corporei, è perché sono uno scienziato, e il linguaggio che si rivolge a sé stesso per me è una soglia che non porta da nessuna parte. La mia poesia vuole il mondo dentro. Il tuo commento mi ricorda anche quello che ne ha scritto Nicola Gardini : nella sua nota critica alla mia poesia apparsa nell’Antologia “Poesia in Piemonte e Valle d'Aosta“ (Puntoacapo, 2012), lui dice che c’è molta statica nei miei testi e che però sono ginnici. E anche John Donne è un paragone che mi emoziona, non perché ne sia degno ma perché amo la poesia come la sua, con dentro idee, discorso. Quanto al gioco di parole, e ai trucchi che tu menzioni, sono in parte il frutto della constatazione tragicomica che arrivato alla mezza età, mi pare potrei far fronte alla maggior parte dei dilemmi della vita facendo ricorso a proverbi o luoghi comuni. Ma gli stessi aspetti del mio linguaggio assolvono anche funzione manipolativa, perché in poesia si ha una chance che non molte altre forme di comunicazione offrono (a parte il romanzo giallo e l’enigmistica), quella di attirare il lettore in una trappola lavorando sulle associazioni di idee inevitabili, sul pensiero debole perché trito, su quel che l’orecchio si aspetta mentre il cervello dorme. E io provo a scrivere testi che tirano il tappeto da sotto le scarpe al lettore. Perché quando si tratta di pensiero, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Paradossalmente spero che il mio uso del banale il consueto lo stranoto possa svuotarli del valore che vien loro attribuito dal lettore senza che ne sia consapevole. Insomma mi piace creare inciampi per emancipare. Me stesso prima di tutto!

Un testo mio nasce in genere da qualcosa che sento dire da altri, oppure da una frase che mi arriva in testa di notte. In genere un testo è pronto in meno di un’ora. Poi il giorno dopo lo rileggo e lo taglio e lo riduco all’essenziale. Rari oggigiorno i testi che hanno richiesto lavoro più lungo (un tempo sì).


Vorrei concludere l'intervista chiedendoti di condividere con me e i lettori del blog due poesie in italiano che credi siano particolarmente rappresentative del tuo stile.

Ai potenti, al destino
Chi può
vieta a
chi non. Questi ultimi
saranno i primi
Zeta. A differenza
di ciò,
chi non sa
chiede a
chi. I quali senza
dubbio rispondono.


Io seguo
un metodo scorretto,
moltiplico pani per pesci, lancio monete roventi
dal tetto al marciapiede. Ribéllati
anche tu se ci riesci,
dico al mondo bambino. Elévati
a qualche potenza, pianta
un casino.


1315 C
Quando ho visto il calendario
dei pompieri,
ho pensato ad uno
degli imbianchini. Patinato,
antartico, i pinguini,
venderebbe coi fabbri
e gli infermieri,
unici veri esperti del calor
e.

Ringraziandoti ancora per il tuo tempo, ti saluto lasciando ai lettori qualche link che ti riguarda:



 

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