giovedì 7 dicembre 2017

"Abacuc" (2014) by Luca Ferri

I had the chance to see “Abacuc” by Luca Ferri at the Macro in Via Nizza as part of the film show “Fuorinorma”.

Shot on Super8 in an occasionally slightly greenish-hued B&W, the film is a convincing representation of a void both emotional and topographic.
An overweight nobody wandering around places which have lost any significance, Abacuc leads a nonlife amid visual phantoms such as illustrated books, quaint photos of deceased people and female mannequin heads. Solitary boat trips alternate with regular visits to the cemetery in a catatonic repetition of the same old gestures.

Albeit rather extraordinary in his size, Abacuc might be anybody and his life might well stand for everybody’s life. Nothing changes, and nothing may ever change for somebody like him who cannot love but a projection of himself. In the end nobody will come to Abacuc's rescue. But in all this there’s also a hint of comedy, because, in the director’s words, “nothing is funnier than reiteration”.



venerdì 3 novembre 2017

Somebody is making great movies out of Kafka stories (not 'The Metamorphosis')

I always thought it was a shame that some great short stories by Kafka which are lesser know than the constantly mentioned 'The Metamorphosis' had never been made into movies. Apparently, I was wrong.  
Forrest Rice has made a splendid short movie based on 'In The Penal Colony' which I strongly recommend. I was glad to notice that it's quite close to how I imagined things to be while reading the story, including how the apparatus looked. It shows pretty well that you don't have to change too much in the original plot to have a successful adaptation of a story by Kafka which retains both the tragic and grotesque features of the original text. 




I haven't seen yet his version of 'The Judgment', but it definitely looks promising and faithful to the original story.
I might write more about Rice's work later, it is really intriguing.

giovedì 1 dicembre 2016

"Una soluzione geniale" su "Versante Ripido"


La mia poesia "Una soluzione geniale", una delle opere selezionate per il concorso "COMUNItariSMO – pensare è oltrepassare", è stata pubblicata sul n. 9 (Dicembre) della rivista  Versante Ripido.


domenica 27 novembre 2016

"Termini, ultima meta" su IGEA NEWS


Il mio racconto "Termini, ultima meta", vincitore del terzo premio del concorso "In poche parole", è stato pubblicato sull'ultimo numero (ottobre-novembre 2016) del giornale romano IGEA News.



"In serata sul 90, di ritorno a Termini, solita meta. Toni arancioni e rosa navigano nei finestrini; guardi i passeggeri inerti, demotivati ... "


(lo trovi a pag.9)

sabato 19 novembre 2016

Peculiar Mormyrid 4 is out!

Yesterday another supreme example of subversive creature finally made it to the shore of this unreal world. It is the fourth one and its name is Peculiar Mormyrid.

As the editors point out, "this issue presents the results of a submarine inquiry in which surrealists from around the world attempt to reclaim the sea from capitalist exploitation and, in-tandem with global warming and rising water levels, re-colonize the land with aquatic forms of being".

My modest contribution to its marvelous motley apparel is a poem in English and French, 'a leviathan, in the end' or 'un léviathan, à la fin' and a drawing, 'La mer'.

Now dive into its depths:




sabato 29 ottobre 2016

In ricordo di Jolanda Insana - In Memory of Jolanda Insana


Ho saputo solo ieri sera che Jolanda Insana è morta. 
Non mi stancherò mai di ripetere che era la più grande poetessa italiana, o forse dovrei dire, poeta italiano tout court, dei nostri tempi.
Se oggi la letteratura significa ancora qualcosa, questa è una perdita che nulla potrà colmare.
Per me rimarrà sempre un esempio, anzi, l'esempio.
Non la dimenticheremo.

I only came to know yesterday that Jolanda Insana has passed away.
I shall never get tired of saying that she was the greatest Italian poetess, or rather I should say, Italian poet tout court, of our times.
If literature still means something today, this is an unbridgeable loss.
She will always be an example for me, nay, the example.
We will not forget her.



venerdì 21 ottobre 2016

Recensione: Autori Vari, "TRUMPED"

IL MURO DEL FATO di Luigi Pellini
Un'umanità sbandata si abbandona alla violenza in attesa di Trump (non il Donald, non dico di più per non rovinare l'effetto sorpresa). Stile ricercato e ruvido al tempo stesso. Molto efficaci alcune metafore e similitudini, eccessive e fuori luogo altre: l'abuso rischia di disturbare la lettura ed annullare la tensione narrativa. Un buon racconto a cui però avrebbe giovato un lavoro di rifinitura.

GESTIONE DEL DISSENSO di Rubrus
Un manipolo di eletti forgia la volontà del popolo (del web), che si tratti di Trump o di batteri plasticofagi. Breve ma brillante, dalla dizione sincopata e frenetica come la realtà che racconta. Punteggiatura da sistemare in qualche periodo.

MISS AMERICA di Luigi Lo Forti
Un agente della sicurezza di origini messicane è chiamato a scegliere tra il bene del Presidente e quello della nazione. Idea semplice ma buona, la narrazione si regge perlopiù sulla conversazione tra i due protagonisti. Riuscitissimo il finale sospeso.

AMALABOMBA di Marco Donna
Per scongiurare l'avanzata dell'opposizione filoislamica, Trump, presidente di un paese allo stremo, decide di ricorrere all'arma finale. Uno dei miei preferiti, stilisticamente pulito e ricco di accenti satirici e grotteschi oltre che di vari riferimenti intertestuali. Assolutamente credibile l'idioletto di Trump.

UN CASO D'OMONIMIA di Cristina Falzolgher
Mentre la Cina e i nuovi sfavillanti Stati Uniti post-Trump si spartiscono il mondo, Matteo, un immigrato italiano, si prepara a un estenuante colloquio. Scrittura elegante che mescola formalità e quotidiano. Ho apprezzato l'idea di guardare agli USA in un'ottica 'italiana' e di parlare (anche) del nostro paese.

IN CERTI CASI È MEGLIO ESSERE ATEI di Valentino Peyrano
Un'alleanza inedita con la Russia getta un'ombra sul mondo intero, ma il castigo divino non è un concetto esclusivamente cristiano. Molti spunti interessanti per una carrellata di presagi. Qualche errore ortografico da correggere.

EL MURO di Davide Schito
Un passaggio segreto è l'ultima speranza di due fratelli messicani. Cosa potrebbe andare storto? Tutto. Forse il racconto che più si concentra sulle conseguenze di un'eventuale vittoria trumpiana coniugando orrore e normalità. Scrittura priva di sbavature ed efficace, anche se forse qualche dialogo poteva essere asciugato.

COSA SI ASPETTAVANO QUESTI GENI? di Fabio Fracas
Una giornalista ex-soldatessa e la cronaca del fallimento del progetto trumpiano di separare uomini e donne nelle Forze Armate. Accattivanti la resa dei siparietti e la rappresentazione del febbrile mondo giornalistico statunitense. Tanti colpi di scena e non poca inquietudine. Peccato per quell'irritante virgola posta troppe volte tra soggetto e verbo.

TRUMPLAND di Claudio Bovino
Trump ha vinto le elezioni, ma è solo una Stonatura nella tempo-sfera che il Primo Accordatore dovrà sistemare. Creativo e frizzante sia nel lessico che nella trama, con elementi più propriamente sci-fi/fantasy rispetto ai racconti precedenti. Invenzione non poco suggestiva la DTPD. Molto bello anche il finale.

TU LO CONOSCI TRUMP? di Luigi Pellini
Cinque personaggi aspettano di poter parlare con Trump all'American Dream Hotel (nomen omen!). Un po' stephenkingiano, combina in maniera eccezionale ironia e dramma e si legge davvero con gusto. Rispetto all'altro racconto dello stesso autore, dove pure una serie di interrogativi venivano ripetuti per creare una certa coesione narrativa, mi pare che qui la ripetizione della domanda funzioni molto meglio. Difetto comune l'eccessivo ricorso a metafore (non quelle della trama): se alcune risultano poetiche, altre mi lasciano perplesso.

LA TERRA DEI LIBERI di Luigi Lo Forti
Accoppare Trump perché altro modo non c'è. Praticamente una riscrittura/rielaborazione dell'altro suo racconto: la donna misteriosa è accompagnata dagli stessi profumi di Miss America più su, è lo stesso personaggio. Lui è diverso, ma anche molto simile. Anche qui finale sospeso, ma le intenzioni sono ben più chiare.
 
Giudizio complessivo
Encomiabili e curiosi alcuni racconti, buoni ma con meno verve altri. Non ci sono strafalcioni, ma personalmente avrei apprezzato una cura maggiore nell'editing.
Voto: 3,5 /5


giovedì 6 ottobre 2016

English version of "Medea" in Fine Flu Journal

The fourth issue of Fine Flu Journal, committed
to publishing fiction, poetry and photography,  is out!
I am very happy to announce that it features the English version (my own translation) of my poem
"Medea".


Read "Medea" in English

Read the whole issue (highly recommended)

martedì 2 agosto 2016

A Storehouse Full of Athletes, or a surrealist collaborative game

 

It all started with some old pics that Steven Cline had gathered.
Go and see how it ended up.



With the participation of Stephen Kirin, Karl Howeth, Jason Abdelhadi, Casi Cline, yours truly, Maria Brothers, Dale Houstman, and Craig S Wilson.

venerdì 1 luglio 2016

BULB - Word Association Game


Of late I took part in a word association game launched by the surrealist journal Peculiar Mormyrid.They were "looking for text, visuals, audio, and video submissions". The word was 'BULB'. 

I wrote a short piece whose title parodies the Italian novel La ragazza di Bube (Bube's girlfriend) by Cassola and whose plot is a travesty of my vague memories of Bubu de Montparnasse. Yes, I don't know what I was thinking. All misconceptions and imprecisions are well intended.





... 

venerdì 13 maggio 2016

Peculiar Mormyrid Issue #3 is finally out!

I am very excited and not a little proud to announce that the third issue of the fantabolous surrealist journal Peculiar Mormyrid is now available both online and as a hard copy

It features the literary and visual works of no less than 61 people from 15 different countries, including a specific section dedicated to the bemourned French artist and writer André Breton on the occasion of the 50th anniversary of his death.

This issue contains my short story Red-Penning Slips and two pieces homaging Breton, a poem simply entitled To Breton and a partly unfaithful visual rendition of his dream-like La femme à la chevelure de feu de bois.

Here is a passage from Red-Penning Slips:

The day after I ask L out again.
“How about going to the cinema tonight?”
“Sorry, I’m busy tonight. I have to clean my ears.”
“Wednesday night?”
“I’ll have to listen to my mobile ringtone.”
I decide to try a different approach.
“What about the new Dupobs album? They’re so beyond.”
“Who the fuck are they supposed to be?”
After work, both because today is my birthday and because I feel particularly depressed, I decide to buy me a gift and purchase a human being steak at the delicatessen. On my way home I eagerly anticipate the moment when I’ll sink my teeth into that dainty flesh and I feel unusually euphoric ...



mercoledì 2 marzo 2016

Dirk van Bastelaere tradotto da Maurizio Brancaleoni su "Fischi di carta"

Esce in questi giorni il #35 della rivista di poesia Fischi di carta. Nella sezione Migrazioni dedicata alla poesia straniera trovate la mia traduzione di due poesie di Dirk van Bastelaere, autore fiammingo. 

Fischi di carta viene distribuito nelle facoltà universitarie di Genova e Bologna, oltre che in molti teatri, locali, cinema, librerie e biblioteche di Genova.
Riporto qui le due poesie insieme a una breve biografia.


 Dirk van Bastelaere, poeta, traduttore e saggista belga di lingua nederlandese, è uno dei più acclamati interpreti del postmoderno. Nato nel 1960 a Sint-Niklaas, nelle Fiandre orientali, studia Filologia Germanica prima a Lovanio e poi ad Anversa, lavorando nel frattempo come bibliotecario, redattore per varie riviste e responsabile stampa al Ministero per la posta e le telecomunicazioni. Con la sua prima raccolta di poesie Vijf jaar (1984) vince il Premio fiammingo per il miglior debutto letterario. Seguono Golden Boys (1985) e Pornschlegel en andere gedichten (1988), dove risalta la natura fuorviante della lingua al servizio di una realtà caotica e frammentata. Nel 1994 esce Diep in Amerika, particolarmente ermetica, e nel 2000 Hartswedervaren, incentrata sul simbolo del cuore, ad oggi la sua opera più riuscita, con cui si assicura il Premio della cultura fiamminga per la poesia. I suoi saggi, raccolti nel volume Wwwwhhoooosssh. Poëzie en haar wereldse inbedding(2001), seguono le orme di figure chiave del post-strutturalismo come Lacan, Barthes e Kristeva. Nel 2005 una selezione delle sue poesie viene tradotta in inglese.

 
Di fronte al precipizio

Che io mi rivolga a te,
cuore muto,
è naturalmente un'assoluta follia, tu sei
un dato generico preso dalla storia della cultura.

Ciò significa: una nebulosa,
girini che galleggiano, un percorso d'incidenti
un sole che si fa nero,
napalm, Ordine, un mondo coordinato
e noi scriviamo entropia.

È una parola,
cuore,
di fronte al mondo. Allo stesso modo di fronte
al precipizio posso mettermi a urlare, un canyon dove
in punti precisi
è stata collocata una cornicetta di legno
con la scritta Take Pictures Here. KODAK

Tegen de afgrond

Dat ik je aanspreek,
stom hart,
is natuurlijk complete waanzin, je bent
een generiek gegeven uit de cultuurgeschiedenis.

Dat betekent: een sterrennevel,
drijvende paddesnoeren, een parcours d'accidents
een zon die in het zwart verkeert,
napalm, Reihung, een nevengeschikte wereld
en we schrijven entropie.

Het is een woord,
hart,
tegen de wereld. Net zo goed kan ik tegen
de afgrond gaan schreeuwen, een canyon waarlangs
op zorgvuldige plaatsen
een houten framepje werd opgesteld
met de vermelding Take Pictures Here. KODAK

La donna dell'incubo

La luna nervosa è la sua infiorescenza
più bella. Lei vaga come un'ombrellifera
sui prati bagnati della notte.

La sua schiena si raffredda e diventa
di carne. Il sogno
le si legge ancora

in faccia, come sudore freddo.
Non posso raccontarle delle cisterne
nella notte, lei stessa ci passava accanto

per restare con me. Lei dava
il suo corpo ronzante all'indifferenza
e viveva un tempo accelerato. 
 
La camera somma il suo tragico destino
a tutta la mia insufficienza
e la rende ovvia.
Allora posso vedere le lesioni,
non spariranno.
Poiché quel che di lei so,
lo so per la prima volta.
Ciò mi si rivolta contro
e non cambia niente,

né rende liberi.

Alptraumvrouw

De nerveuze maan is haar mooiste
Bloeiwijze. Ze wandelt als een schermbloem
Op de natte weiden van de nacht.

Haar rug koelt af en wordt
Van vlees. De droom
Staat nog op haar gezicht

Te lezen, als koud zweet.
Ik kan haar niet vertellen van de regenputten
In de nacht, ze liep er zelf langs

Om mij bij te blijven. Ze gaf
Haar gonzend lichaam aan de onverschilligheid
En leefde een versnelde tijd.

De kamer telt haar noodlot op
Bij al mijn ontoereikendheid
En legt haar voor de hand.
Dan kan ik de kwetsuren zien,
Ze zullen niet verdwijnen.
Want wat ik over haar weet,
Weet ik voor het eerst.
Dat keert zich tegen mij
En dat maakt niets uit,

En niets vrij.