giovedì 20 febbraio 2020

Intervista ad Alessandro Lanucara

Ciao Alessandro, grazie per l’intervista e complimenti per aver vinto il primo premio del concorso "Stanza Svelata" organizzato da Leisure Spot! Come ti è venuta in mente l'idea per la poesia “Mondo” ?

Ma grazie a chi ha apprezzato il mio spartito! Ultimamente rifletto spesso sul ruolo del poeta. E poi, sul poeta che slitta su un mondo che, imperterrito, gira e lo rigira. E ancora, sulle mie spudorate solitudini. E ricordo bene che un giorno mi trovavo nella sala d’attesa del mio dentista ed evidentemente lo stato d’apprensione e titubanza, che mi portavo dietro in quegli interminabili minuti che precedevano il mio turno di martirio, ha assecondato a dovere la mia frizzante vena (tutta bollicine). Credo, inoltre, d’aver piluccato alcune briciole di Platone, nei giorni precedenti la devastante estrazione dentale, e un paio di sassetti della caverna del suo mito devono essermi rimasti addosso, tra i fili del maglione o nel risvolto d’un calzino, o chissà dove. Comunque conservo alcuni dei miei foglietti volanti e credo d’aver qui con me anche quello incriminato, contenente la cellula impazzita da cui è nata la mia memorabile prima classificata…il tempo di scovarlo…eccolo! Ci ritrovo una manciata di tratti confusi: la parola “mondo”, campeggiante su in alto e ripetuta più e più volte, il termine “isolotto”, qualche caverna sparsa qua e là (con scriventi annessi), da ognuna delle quali emana diffusa invidia per il vicinato e, in coda, il ricordo del mondo, “grande e tondeggiante”. Insomma, per farla breve, generalmente butto giù un paio di frasette, piuttosto sconnesse (lo faccio in tram, dal fruttivendolo, in trincea, dappertutto!) e poi cerco, pazientemente (nei successivi giorni, anni o secoli), d’attutirne l’impudica oscenità.

In quale misura la tua formazione classica ha influito sulla tua scrittura?

Credo, ahimè, poco o niente. Ricordo gli anni dei miei studi con tormento, fragile, insicuro, distratto, disadattato, passivo com’ero (e come sono?). Ciò che apprendevo lo traducevo in quel tanto che bastasse a “sbrigar la pratica”, senza amore per l’apprendimento, per la lettura, per l’arte, per la vita. Le mie indocili passioni le ho sviluppate solo in seguito, per mio conto, forse per scampare alle mie noie abissali e alimentare le mie voluttuose fantasie.

Quanto contano l’ispirazione e il lavoro di limatura nelle tue opere?

L’ispirazione è tutto. Non fui ispirato? Non scrissi un rigo, per anni ed anni (mai forzarsi!). Lo fui? Scrissi a valanga, persino dal dentista, fino a un attimo prima di finir sotto i suoi impietosi ferri. Per quanto riguarda invece il lavoro di limatura, alcune volte (pochine) è nullo, altre (tante e tante) è frenetico e si protrae per giorni e giorni. Però, più tempo passa dalla prima stesura, meno intervengo sui miei scritti. Perché, una volta ultimati, mi sentirei di tradirli se li manipolassi eccessivamente. Posso rimetterci lo zampino, su una mia vecchia bagattella, persino, in certi casi, ad anni di distanza ma, se la canna della mia pistola è ormai palesemente fredda, le variazioni saranno davvero minime, e marginali.

Ci sono autori contemporanei o meno che hanno inciso significativamente sulla tua scrittura?

Tutto ciò che leggo probabilmente incide, dal “compagno di banco”, che sbircio su un’antologia o in rete, al “classico”, che assaporo stravaccato in poltrona. Amo attaccarmi a un’immagine, o anche a una sola parola, letta qua e là, e farci proliferare attorno un mio nuovo scioglilingua: è uno dei miei passatempi preferiti. Ma, se parliamo d’influssi significativi, non posso che citare De André e Garcia Lorca, Bob Dylan e Baudelaire, Vasco e Leopardi, Paolo Conte e Pessoa. Fino ad arrivare, di coppia in coppia, a quella che mi sta facendo compagnia in quest’ultimo tratto, formata da  Gaber e Whitman. La prossima sarà magari composta da un rapper e un aedo ventenne, chissà!

Puoi raccontarci come sono nati i libri di poesia che hai pubblicato finora?

Non posso lamentarmi, da qualche anno scrivo a ritmi da catena di montaggio (più scrivo, più ne ho voglia). E mi diverto poi a distribuire il mio materiale in varie raccolte, più o meno degne, omogenee, sensate. Inviandole, sconsideratamente, in branchi famelici, a vari editori e concorsi, proprio un paio delle più arruffate hanno avuto, come dire, buon esito e son diventate qualcosa in più d’una cartella in una fossile pennetta (o catasta di cartacce nel cassetto dei ricordi). Tutto qui. Certo, ultimamente mi son fatto furbo, son diventato più cauto e selettivo riguardo l’organizzazione dei miei parti letterari, cerco di dare il più possibile criterio, compattezza alle mie scorribande (che un qual dio me la mandi buona!). Ma un paio d’anni fa, dopo ere di scritture volutamente clandestine, affossate, estranee a sé stesse, essendomi infine deciso ad affacciarmi al “mondo”, era giusto che andasse così, che cioè fiondassi a destra e a manca le mie cartacce, con l’incoscienza d’un poppante birbantello e la fremente speranza di vederne qualcuna accettata, e pubblicata. Perché l’approvazione d’una giuria o redazione mi desse il coraggio d’andar avanti nel propormi a qualcuno che non fosse la specchiera di casa mia. Fermo restando che si scrive perché si scrive, al di là d’un possibile editore, premiatore, lettore. Mondo.

Link a eventuale sito web, canali sociali, pagine promozionali:

Non ho link, siti web, canali sociali, pagine promozionali da inserire: vivo tuttora sul mio isolotto, in caverna (la prima a sinistra), a cellulare moribondo, invidioso di tutto e tutti.


 
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venerdì 3 gennaio 2020

Opening Lines of "Vita di Alberto Pisani" by Carlo Dossi (Translation from the Italian by Maurizio Brancaleoni)


*All rights reserved. No part of the following translation may be reproduced in any form or by any means without prior authorization. For information, send an e-mail to mbmbrancaleoni@gmail.com.*

Worthy of Paracelsus! It is the study of the studies. It smells like tobacco, ink and Latin quotations. It's on the boreal side, ground floor; it has a vault, from whence damp came out. It has walls, all shelved, on which are appalling volumes in wire meshes  like the breath of cats. Here are the ten backplates with golden arabesques of the very rare work “de numero atomorum”; nearby is the complete voluminous series of the grammars (grammar, to wit, how you learn to ride a horse by walking); then, a collection of the most bulky disputations…that on the word culex, and the other concerning the letter  e considereth as copula, and the archfierce one “on the nature of the aureola of Mount Tabor”. And here, in a stretch of the last ledge, the famous treatise “de nuce beneventana”, forty octavo tomes  dressed in parchment, which, due to the lack of one, look like dentures bereft of an eyetooth; here – to cut it short – an endless horde of big bad books, and in the rack outside… specula, theatra, convivia, thesauri… of astrology, theology, etimology, and other sciences ending in  -gy – all witchery.
 

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lunedì 2 dicembre 2019

Una poesia di Justin Phillip Reed (Traduzione di Maurizio Brancaleoni)



 Essere un reticolo da cui si può partire (On Being a Grid One Might Go Off Of)


Justin Phillip Reed

Traduzione di Maurizio Brancaleoni



Il primo passo consiste nel fermarsi appena oltre il peso degli organi.
Il senso di gravità che occupa il tessuto è come lo spazio tra
la carcassa e il ciglio, prima che il fetore s'insinui vermoso nei pori rocciosi
un'insonnia è là, una costante spazzatura di nicchia. Anche tu

una volta sapevi com'era sentirsi incredibile. Mentre il letto si dissolve…



lunedì 4 novembre 2019

Stanza Svelata - Poesia italiana contemporanea (eBook)



È finalmente disponibile l’antologia contenente le poesie dei vincitori e dei selezionati del concorso poetico “Stanza Svelata” organizzato da Leisure Spot.

Vincitori:
1° premio: Alessandro Lanucara - "Mondo"
2° premio: Monia Minnucci - "Cenere nella polvere"
3° premio: Chiara Milazzo - "Tra quattro e sei" 

Elenco dei selezionati:
Luca Bresciani, Elisabetta Cipolli, Valentina Simone Bufano, Matteo Piergigli, Franco Lanucara, Valentina Veronesi, Marika Carlini, Rita Bompadre, Michele Pastore, Milena Contini, Susanna Russello, Maria Grazia Di Pietrantonio, Ornella Olfi, Grazia Procino, Ilaria Frascarolo, Matteo Marangoni, Rosetta Cacciola, Elisabetta Cassone, Franco Tagliati.

Scarica subito l'eBook:
Mobi (Kindle) 

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mercoledì 16 ottobre 2019

Alessandro Lanucara, "World" (Translation from the Italian by Maurizio Brancaleoni)

Alessandro Lanucara was born in Reggio Calabria on 4th January 1971.
He still lives in his native city, where he pursued his education and received a high school diploma in Classical Studies.
Of late he has been consistently devoting himself to writing. He has published both collections of his own poetry and single poetic and prose texts in various anthologies.
His poem “Mondo” (“World”) has won first prize in the contest “Stanza Svelata” run by Leisure Spot.

* All rights reserved. No part of the following translations may be reproduced in any form or by any means without prior authorization. For information, send an e-mail to mbmbrancaleoni@gmail.com. *


World
Alessandro Lanucara
(Translation by Maurizio Brancaleoni)


The world is an excess
for us creatures of the thirsty sea
were it an even and congealed alibi
a querulous soaked sunburnt green islet
a soft brim over saline vents
loose from our fathers on the rocks we alone
would inhabit it to fill ourselves only with writing
bearing throngings no more!
plus had each suckling a cave
we would crouch and fill its walls
one each for envy of the feathers of a neighbour
we’d spy on with binoculars a landing toy
the only leftovers of this reality
by then confessing each other the eternal
unendurable sideways reproduction
of the ravenous absence we pale-faced
dared imagine with wicked agony
of an unable brawling wide rounded
 imaginary world
this steep world of yours
 

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venerdì 4 ottobre 2019

Chiusura selezioni "Stanza Svelata"

Si avvicina la chiusura delle selezioni per il concorso poetico "Stanza Svelata". Sarà ancora possibile inviare le proprie opere fino alle 24:00 del giorno 11 ottobre 2019. Non saranno considerate le poesie che perverranno oltre il termine indicato. Come specificato nel bando, nei mesi successivi alla scadenza dei termini per l'invio, saranno contattati via e-mail esclusivamente i vincitori e i selezionati. Per informazioni su come partecipare e sulle modalità di invio consultare il bando disponibile qui.
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato e che parteciperanno!

martedì 9 luglio 2019

My article on Thomas Wolfe's "Passage to England" in The TWR


My article “Thomas Wolfe's Passage to England: A Ghostly Account of a Real Voyage” has just been published in The Thomas Wolfe Review, Vol. 41, Nos. 1 & 2. Here is a brief extract:


“I recently received my MA from Sapienza University of Rome. My thesis was a translation into Italian and a critical commentary of Thomas Wolfe’s Passage to England. That was not my first encounter with that text, however, as I had already read it during the second year of my BA and since then I had been fascinated with it. When considering ideas for my MA thesis, I thought that because I wanted to make a translation, it had to be Passage to England. A series of sketches written in 1924 during an ocean crossing from New York to Tilbury, the book was published only in 1998 by the Thomas Wolfe Society and is hardly Wolfe’s most popular or most accomplished work. Nonetheless I always felt that Passage to England had something unique and idiosyncratic and that despite a certain amount of editing it was arguably more genuinely Wolfean than later and more renowned works such as Look Homeward, Angel, which was heavily modified by Scribner’s Sons editor Maxwell E. Perkins, or the posthumous The Web and the Rock and You Can’t Go Home Again, which Harper & Brothers editor Edward Aswell rearranged from a single manuscript.
As a matter of fact, while the text possesses characteristic traits such as a fragmented narrative form, an interweave of reality and fiction and the lack of a definite plot, it also tackles and anticipates a whole series of ideas and issues that Wolfe would deal with, albeit to a lesser extent, in subsequent books …”